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Gli uccelli

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Gli uccelli sono animali vertebrati, cioè possiedono una colonna vertebrale come i pesci, gli anfibi, i rettili e i mammiferi.
Sono riusciti a staccarsi da terra e a conquistare l’aria.
Grazie al volo gli uccelli sono diffusi ovunque.
Il volo permette di cercare rapidamente nuovi territori per costruire il nido, allontanarsi dal pericolo, cercare il cibo o un compagno.

Gli uccelli hanno due zampe, le ali, il corpo ricoperto da piume e il becco.
Il becco può avere diverse forme, in base all’alimentazione.
I passeri e i fringuelli hanno becchi forti e corti, adatti a rompere i semi.
I falchi sono muniti di un robusto becco a forma di uncino, ideale per strappare e lacerare la carne.
Il picchio ha un becco dritto e appuntito, adatto ad afferrare gli insetti che trova all’interno dei tronchi degli alberi.
I pellicani hanno un grande becco dotato di una specie di borsa, che utilizzano come una rete per pescare.

Gli uccelli depongono uova con il guscio duro.
Nella maggior parte delle specie, la femmina depone le uova nel nido, che è stato costruito da uno o da entrambi i genitori, dove le uova saranno al caldo e protette.
I nidi sono costruiti con una grande varietà di materiali, in genere facilmente rintracciabili nell’ambiente circostante: erbe, ramoscelli, corteccia, licheni, piume, foglie, peli di mammiferi, ragnatele, alghe, conchiglie, ciottoli e persino la saliva degli stessi uccelli.

Sono animali a sangue caldo, o endotermi, come i mammiferi.
Sono cioè capaci di produrre calore, e quindi il loro corpo mantiene sempre la stessa temperatura, anche se fuori fa freddo.
Lo scheletro è formato in modo da rendere possibile il volo.
Infatti, le ossa degli uccelli sono vuote e pesano pochissimo, rendendo così il corpo più leggero.
Inoltre, nel petto si trova un forte muscolo che permette loro di battere le ali. Volare è un’attività molto faticosa, che richiede un notevole consumo di ossigeno.
Gli uccelli hanno sviluppato un sistema respiratorio estremamente efficiente.
Un sistema di sacchi aerei alleggerisce l’animale e fa sì che i polmoni abbiano un continuo rifornimento di aria.
Quando un uccello deve spiccare il volo comincia a battere le ali verso il basso, producendo una spinta in avanti che gli consente di sollevarsi.
Una volta in aria, l’uccello può determinare come e dove volare, variando la forza della spinta e modificando la forma e la dimensione dell'ala. Le ali hanno una forma aerodinamica e l’aria percorre un’ampia distanza tra la parte iniziale e quella terminale dell’ala.
La pressione esercitata sulla parte superiore dell’ala è minore di quella esercitata sulla parte inferiore.
È questa differenza di pressione che dà la spinta.
Gli aeroplani volano grazie allo stesso principio.

Anche le penne contribuiscono al volo.
Le penne di contorno crescono sulle ali e sulla coda. Fungono da timone e assicurano un eccellente controllo aerodinamico.
Le piume sono più piccole e morbide e si trovano sotto le penne di contorno; servono a mantenere caldo il corpo degli uccelli. La maggior parte degli uccelli adulti cambia le penne, cioè le perde e le sostituisce, almeno una volta all’anno.

Dal colore delle penne degli uccelli si può capire se sono maschi o femmine.
Le penne delle femmine hanno colori meno vivaci, che permettono loro di mimetizzarsi e di proteggere meglio le uova.
Le penne dai colori sgargianti appartengono ai maschi, che utilizzano il loro aspetto appariscente per attirare le femmine nel periodo dell’accoppiamento.

Esistono uccelli di svariate dimensioni.
La specie più piccola è il colibrì ape che vive a Cuba e misura solo 5 centimetri di lunghezza.
Gli uccelli più grandi sono gli struzzi, che raggiungono un’altezza di 2 metri e mezzo.
Nonostante alcune specie di uccelli abbiano perso la capacità di volare, il loro corpo ha mantenuto alcune caratteristiche comuni a tutti gli uccelli, come le ossa cave e le ali.

Molti uccelli vivono in un luogo durante l’estate e in un luogo diverso durante l’inverno.
Essi compiono migrazioni, cioè lunghi spostamenti stagionali da una regione all’altra, formando grandi stormi.

Esistono circa 10 000 specie di uccelli, che si possono suddividere in vari gruppi.

Alcune specie vivono in acqua o cercano il nutrimento nell’ambiente acquatico.
L’albatro trascorre la maggior parte del tempo in mare, lontano dalla terraferma, e bevendo acqua salata.
Le anatre, le oche, i gabbiani, i pellicani, i pulcinella di mare e i pinguini sono altre specie che vivono sull’acqua o vicino a essa.

Altri uccelli vivono sulle spiagge o lungo le rive di fiumi e laghi.
Ricevono il nome di trampolieri, perché hanno zampe lunghe per muoversi nell’acqua.
Si nutrono di pesci e di altri animali acquatici.
Gli aironi, le cicogne, gli ibis, le spatole e i fenicotteri sono uccelli trampolieri.

I rapaci sono velocissimi volatori.
Fanno parte di questo gruppo gli sparvieri, le aquile e i falchi.
I gufi e le civette sono rapaci notturni, perché vanno a caccia di notte e dormono di giorno.

Un gruppo che non sa volare è formato da struzzi, i nandù, gli emù, i casuari e i kiwi. Invece di volare, corrono, e anche velocemente.

Un gran numero di uccelli appartiene al gruppo dei passeriformi.
Sono uccelli di piccole dimensioni, e hanno le zampe munite di quattro dita, tre delle quali orientate in avanti, mentre il quarto dito è dietro: ciò consente loro di aggrapparsi saldamente ai rami. Quasi tutti i passeriformi sono uccelli canori, capaci cioè di “cantare”.
I fringuelli, gli usignoli, i merli, i passeri e i pettirossi sono tutti passeriformi.

Gli uccelli hanno una notevole gamma di suoni, versi, richiami e canti, più o meno monotoni o melodiosi.
Tutti questi suoni hanno diversi, importanti utilizzi.
Ad esempio, servono a scacciare gli intrusi dal proprio territorio, minacciandoli con versi sempre più decisi e frequenti se la distanza diventa troppo ravvicinata.
Oppure servono a tenere insieme lo stormo in volo e dirigere i compagni delle “retroguardie”.
Nel periodo del corteggiamento servono ad attirare la femmina.
Ancora, sommessi pigolii e altri versi rappresentano un ricco vocabolario con cui il genitore comunica con i piccoli nel nido.
In certe immense colonie di uccelli marini, come quelle dei pinguini, formate da centinaia e centinaia di uccelli, ogni genitore riesce a riconoscere il suo piccolo fra tutti proprio dalla voce.

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