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Recuperare energia

Uno dei modi per smaltire rifiuti, utilizzato dall’uomo fin da epoche lontanissime, è quello di bruciarli.
L’incenerimento dei rifiuti è però un procedimento che produce scorie e ceneri, mentre il calore prodotto si disperde.
Oggi invece si costruiscono impianti che non bruciano semplicemente i rifiuti, ma riducono al massimo la produzione di elementi di scarto e catturano l’energia prodotta dalla combustione.

Questi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti sono molto diffusi in Europa e permettono a paesi come Svezia, Francia e Svizzera di risparmiare notevolmente energia.
In Italia la maggior parte dei rifiuti va ancora in discarica e gli inceneritori sono ancora poco diffusi.

I rifiuti che bruciano meglio sono i rifiuti secchi, perché hanno un buon potere calorifico e rilasciano poche scorie.
I rifiuti organici invece bruciano male, perché contengono molta acqua.

Alla base del Recupero energetico sta quindi una buona raccolta differenziata, che permette di mandare i rifiuti organici alle discariche, dove lentamente si degradano.
I rifiuti secchi invece finiscono all’inceneritore, dove la loro combustione produce energia.
I rifiuti riciclabili, come carta, legno, vetro, alluminio e plastica vanno separati dal secco e dall’organico, per consentire il recupero delle materie prime.

 
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