IL DAINO
di Fabio Retini e Veronica Antonelli

Il daino, che in latino si chiama Dama dama, appartiene alla specie degli ungulati.

Ha dita provviste di zoccoli, coda piuttosto lunga, mantello di colore fulvo rossiccio con macchie bianche nelle parti superiori e nei fianchi, talvolta molto più scuro, quasi nero (daino melanico). Pesa più o meno 60-80 kg.

Il maschio possiede un palco anche piuttosto grande formato da due stanghe che terminano a pala. La femmina non ha palco.
I palchi, cioè le corna, servono a combattere i rivali. Cadono ad aprile e si riformano in agosto.

Nelle foreste casentinesi il daino preferisce vivere nella fascia tra i 600-1.000 m di quota.

Il daino inoltre non si adatta a condizioni climatiche sfavorevoli, con basse temperature. Il daino è un pascolatore, preferisce le ore dell'alba e del tramonto e i boschi di latifoglie.
Generalmente si lega ad un territorio che marca privando della corteccia il tronco o i rami di un alberello, soprattutto conifere e ginepri.

Esso è gregario e forma branchi numerosi, sia di femmine che di maschi.

Il periodo degli accoppiamenti è in ottobre e avviene in questo modo: i maschi si avvicinano ai branchi di femmine e delimitano l'aria degli amori marcandole con l'urina, con raspate, fregoni e segnali acustici (bramiti).

Altri animali che appartengono alla stessa specie sono i caprioli e i cervi.
Il più importante dei predatori del Daino è il Lupo.