IL LUPO
della classe IIIA
Della presenza del lupo nelle foreste casentinesi si hanno informazioni a più riprese, almeno dal 1481 fino al 1937.
Nonostante il forte accanimento contro il lupo si presume che la specie non sia mai scomparsa dal Casentino.
Grazie alla protezione finalmente accordata nel 1971 si è salvaguardata la sua sopravvivenza.
La lunghezza del corpo, esclusa la coda, varia dai 100 ai 140 cm. La coda misura dai 30 ai 40/45 cm.
Le femmine sono più piccole dei maschi e risultano più snelle e slanciate soprattutto nei tratti del muso.
Il peso può variare dai 17-18 ai 30-38 kg.
Il lupo si nutre principalmente di ungulati: cervo, daino e cinghiale. Però si può anche nutrire di fagiani e roditori.
Il mantello è formato da due tipi di pelo: quello lanoso folto e corto, cui si deve soprattutto l’isolamento termico e quello più lungo che d’estate si riduce.
Proprio a causa della pelliccia, molto spesso nei confronti del lupo è l’uomo ad essere cattivo perché anche in passato ci si faceva le pellicce.
Il lupo per noi è un animale un po’ buono e un po’ cattivo.
È cattivo perché si vuole difendere dall’ uomo che lo uccide, è buono perché non vorrebbe morire e attacca per fame o per difesa.
Il lupo di giorno dorme e di notte si mette all’ opera.
Per vedere se un lupo é passato da qui bisogna cercare le fatte.
Giampiero Semeraro ce le ha fatte vedere e da esse si capisce cosa hanno mangiato: se la fatta è pelosa ha mangiato un cinghiale, se è meno pelosa ha mangiato un cervo e se il pelo è cortissimo ha mangiato un daino.
A noi piacerebbe vedere il lupo da vicino e sapere come è fatto.
E vorremmo anche conoscerlo meglio.