| IL PICCHIO di Federica Merli e Marco Ciani |
Il corpo, dalla sagoma slanciata, non supera i 22 cm di lunghezza, e si regge su zampe corte e robuste con quattro lunghe dita, due delle quali rivolte in avanti e due all'indietro. Le dita sono provviste di unghie molto robuste, aguzze e ricurve ad uncino, adatte ad infilarsi nel legno in modo da facilitare la scalata vertica le degli alberi. Per agevolare il compito delle unghie e non scivolare all'indietro duran te la scalata, il picchio usa la coda come sostegno, appoggiandola al tronco. E' per questo che le penne della coda sono più lunghe e robuste delle altre. Il becco, dritto e conico, è molto robusto e appuntito, ed è in grado di perforare il legno senza difficoltà. Grazie a una particolare struttura, la lingua può essere proiettata fuori dal becco per diversi centimetri e insinuata nei fori per estrarvi gli insetti che vi si nascondono. Vive nei boschi, scende a terra solo raramente e trascorre la sua vita sugli alberi. La notte si ritira a dormire nel cavo di un albero scavato da lui stesso. L'alimentazione è molto varia e comprende insetti, larve e soprattutto bruchi, ma si estende ai semi di conifere, alle bacche e alle nocciole, il cui guscio apre mediante una tecnica sofisticata ed efficace. La stagione degli amori inizia all'arrivo della primavera e le coppie si formano dopo un cerimoniale che prevede un numero estenuante di tambureggiamenti da parte dei maschi rivali. La femmina depone da 4 a 6 uova piccole che vengono covate da entrambi i genitori per due settimane circa. |